PUN giugno 2026: il caldo riaccende i prezzi (e cambia le abitudini di consumo)
A giugno il valore del PUN è tornato a salire.
Secondo i dati del GME, il PUN medio monorario si è attestato a 0,132 €/kWh, tornando di fatto sui livelli di gennaio (0,133 €/kWh), dopo due mesi più stabili:
- aprile: 0,120 €/kWh
- maggio: 0,119 €/kWh
Un’inversione di tendenza chiara, che ha una causa ben precisa.
Il caldo cambia (di nuovo) il mercato
La prima metà del mese è stata in linea con i mesi precedenti, senza particolari scostamenti.
Poi è arrivata l’ondata di calore.
L’aumento delle temperature su tutta Italia ha portato a un utilizzo massivo dei condizionatori, soprattutto nelle fasce serali, con un impatto immediato sui prezzi dell’energia:
più domanda nelle ore “critiche” = prezzi più alti
Cosa è successo durante la giornata
Guardando l’andamento orario emerge una dinamica ormai sempre più evidente:
Le ore centrali restano le più convenienti…
Ma con un limite:
i prezzi continuano a scendere grazie alla produzione fotovoltaica, ma meno rispetto ai mesi precedenti.
Il dato medio lo conferma:
nelle ore centrali si registrano ribassi anche oltre il -35% / -36% rispetto alla mezzanotte, ma con meno profondità rispetto a primavera.
Le ore serali esplodono
È qui che si concentra il vero problema.
A partire dalle 18:00, i prezzi iniziano a salire rapidamente fino a raggiungere:
+21,1% alle 18:00
+26,4% alle 19:00
+21,8% alle 20:00
In alcune giornate (soprattutto tra il 23 e il 26 giugno) si registrano picchi ancora più elevati, con variazioni anche oltre il +80%.
La settimana decisiva: 22–28 giugno
Il vero punto di svolta è arrivato nell’ultima settimana del mese.
In quei giorni:
- la domanda serale è aumentata drasticamente
- le differenze tra giorno e sera si sono amplificate
- i picchi di prezzo hanno raggiunto i livelli più alti del mese
È proprio questa settimana a incidere maggiormente sull’aumento delle bollette per chi ha una tariffa indicizzata al PUN.
Cosa significa davvero per chi consuma energia
Giugno conferma una tendenza sempre più chiara:
non conta solo quanto consumi, ma soprattutto quando consumi
Chi ha adottato comportamenti più consapevoli, ad esempio:
- utilizzando elettrodomestici nelle ore centrali
- riducendo l’uso dei condizionatori nelle ore serali
- sfruttando il weekend (dove i prezzi sono spesso più bassi)
ha attenuato sensibilmente l’impatto dell’aumento.
Al contrario, chi ha concentrato l’uso dell’energia nelle ore serali ha subito aumenti molto più marcati.
Un sistema sempre più “sbilanciato”
Il dato più interessante che emerge da giugno è strutturale:
- Giorno → prezzi bassi (ma meno di prima)
- Sera → prezzi sempre più alti
Il divario tra le fasce orarie continua ad aumentare.
Questo significa che:
- le tariffe indicizzate diventano più “sensibili” alle abitudini quotidiane
- la gestione dei consumi diventa sempre più strategica
In sintesi
- Il PUN torna a salire (0,132 €/kWh)
- Il caldo è il principale driver dell’aumento
- Le ore centrali restano convenienti, ma meno di prima
- Le ore serali diventano sempre più costose
- L’ultima settimana del mese ha avuto un impatto decisivo
E soprattutto: il comportamento di consumo fa sempre più la differenza.
Nota sui dati
Le percentuali riportate nella tabella fanno riferimento alla variazione del prezzo nelle diverse ore della giornata rispetto al valore registrato a mezzanotte.






